Una visione ambiziosa per la mobilità a Roma

Muovi_Roma

La crisi ATAC è il principale problema del governo di Roma, così inizia la sintesi che lo Stesso Walter Tocci fa del suo ultimo saggio intitolato “La crisi dell’ATAC, le scelte sbagliate e le soluzioni possibili”. Un saggio che, partendo dalla crisi devastante dell’ATAC, ci spiega la ben più grave crisi della mobilità nella Capitale. Due facce della stessa medaglia, che vanno ad aggravare una situazione comunque inaccettabile determinata da una dotazione infrastrutturale assolutamente non all’altezza delle necessità di una capitale, di una città metropolitana di 4 milioni di abitanti.

Roma ha bisogno di valorizzare meglio le infrastrutture esistenti, di renderle davvero interoperabili, ma soprattutto di potenziarle vigorosamente, con nuove metropolitane, nuove ferrovie nell’area metropolitana, nuove stazioni su quelle esistenti, nuove tramvie per completare la maglia.

Ma ha bisogno anche di rivedere e ristrutturare profondamente la propria rete su gomma, nel breve periodo per tamponare la mancanza di infrastrutture, nel lungo per alimentarla e sfruttarla al meglio. Con scelte coraggiose e davvero innovative, valorizzando al meglio le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie telematiche.

Ed ha ovviamente bisogno che i propri servizi di trasporto siano gestiti bene, che siano affidabili, regolari e puntuali e che siano pagati il giusto, perché gli sprechi sono anche pagare troppo un servizio che si potrebbe pagare meno: o, se volete, avere più servizio con gli stessi soldi.

Tutto ciò si può fare. Si possono trovare i soldi per realizzare le infrastrutture, come si trovano in qualunque paese civile, e si può organizzare meglio il servizio, nel rispetto dei legittimi interessi dei lavoratori del settore.

Per farlo occorre, però, avere una visione. Una visione ambiziosa e adeguata alla scala di una grande metropoli. Per attuarla davvero occorrono gli strumenti per pianificare, progettare, controllare, promuovere le infrastrutture e i servizi. Pensando non solo ai servizi tradizionali, ma anche a quelli innovativi, come il car sharing, il bike sharing, i taxi collettivi, servizi che possono apparire marginali, ma che sono fondamentali per rendere davvero possibile rinunciare all’auto privata e liberare le nostre strade garage da centinaia di migliaia di inutili auto, come sta avvenendo a Milano. E per arrivare agli standard delle grandi metropoli europee dove ci sono la metà delle auto in proporzione agli abitanti rispetto a quelle che ci sono a Roma. Parliamo quindi di quasi un milione di auto di troppo!

Oggi nulla di tutto questo c’è a Roma. In nessuna grande metropoli d’Europa e del Mondo il tema è il rischio del fallimento della propria azienda dei trasporti. In nessuna di queste città si pensa di risolvere i problemi della mobilità con interventi al ribasso come i moncherini tramviari di due chilometri o le due strisce di preferenziali.

Occorre una svolta radicale e una strategia ambiziosa per riorganizzare la mobilità dell’area metropolitana di Roma e della Capitale, con il concorso di tutte le istituzioni interessate, i Municipi, il Comune, la Città metropolitana, la Regione e lo Stato.

Simone Gragnani

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