“Roma dice basta alla mondezza”: è giunta l’ora di una mobilitazione civica

A Natale e Capodanno le strade di Roma sono rimaste piene di “mondezza” come mai si era visto. Una situazione indecorosa per una capitale europea che presenta rischi evidenti anche per l’igiene pubblica e per la salute delle persone.

Con l’incendio dell’impianto Tmb Salario dell’AMA, la società municipalizzata del Campidoglio, l’emergenza rifiuti di Roma che covava da tempo è deflagrata definitivamente.

Chi abita a Roma non può restare inerte di fronte a questa situazione. “Roma dice basta alla mondezza”: è giunta l’ora di una grande mobilitazione unitaria nei municipi e in tutta la città per chiedere a tutte le autorità competenti di affrontare l’emergenza e rivedere il sistema di gestione dei rifiuti.

Martedì 15 gennaio, alle ore 14, è stata convocata una seduta straordinaria dell’Assemblea capitolina sull’emergenza dei rifiuti aperta al pubblico e ci sarà un sit-in di protesta in Piazza del Campidoglio.

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Nel tavolo costituito tra il Comune, la Città metropolitana, la Regione e il Ministero dell’Ambiente è chiaro che Roma non può risolvere da sola la questione rifiuti.

Non è possibile oggi determinare quanto dovrà durare l’aiuto richiesto alle altre Province e Regioni italiane, ma Roma deve avviare un percorso per diventare finalmente autosufficiente in materia di ciclo dei rifiuti, così come si richiede a una grande capitale europea.

Invece la Giunta Raggi sta facendo fare un passo indietro alla città, con l’apertura di nuove discariche, mentre nei cassonetti – ancora stracolmi e debordanti – non si riesce più, neanche con la migliore buona volontà, ad effettuare la separazione dei rifiuti per favorire la raccolta differenziata.

Già oggi Roma ‘esporta’ quasi il 100% dei rifiuti che produce (sono oltre 160 i camion che ogni giorno partono da Roma su varie destinazioni italiane), con un aumento dei costi dovuto alla pessima qualità della raccolta differenziata, il cui incremento peraltro si è bloccato: se dal 2013 al 2016 la quota di raccolta differenziata era passata dal 29 al 42%, nel 2017 è cresciuta di appena 1,4 punti portandosi al 43,4, come certificato dal recente rapporto Ispra. Ma la realtà è molto più dura dei dati, ed aggravata – dopo l’incendio del Tmb Salario – da altre 700 tonnellate che dovranno essere collocate tal/quale altrove.

Roma non ha impianti di smaltimento, e la rete degli impianti di trattamento dei rifiuti romani non funziona: il Tmb Salario continuava a funzionare nonostante l’ARPA avesse già segnalato che non era a norma e che dovesse essere adeguato.

La situazione AMA è disastrosa. L’Azienda municipale è riuscita a chiudere il bilancio con difficoltà – come rilevato dai sindaci revisori – e manca ancora il Piano industriale. Ci sono state previsioni sbagliate sulla raccolta differenziata: l’obiettivo di arrivare al 50% di differenziata nel 2019 appartiene al libro dei sogni più che al novero delle possibilità concrete.

L’AMA deve proporre un Piano industriale credibile e sostenibile per la gestione dei rifiuti a Roma, che programmi la diffusione della raccolta differenziata come leva industriale per la chiusura del ciclo dei rifiuti, separi le utenze commerciali da quelle domestiche,  investa su nuovi mezzi di raccolta e nuovi impianti.

Dopo l’individuazione delle aree idonee per i nuovi impianti da parte della Città metropolitana, la Regione potrà fornire una cornice coerente a questa prospettiva attraverso l’approvazione del nuovo Piano rifiuti regionale, con innovazioni – come i distretti ecologici – che prevedano la chiusura del ciclo dei rifiuti a livello metropolitano e di ambito. Per questo sono necessari impianti di compostaggio e di trattamento che consentano di smaltire i rifiuti prodotti. L’obiettivo UE è di portare le discariche a ricevere non più del 10% dei rifiuti e anche i termovalorizzatori sono previsti come impianti residuali, ma necessari.

L’economia circolare impone interventi a monte per ridurre la produzione di rifiuti, la crescita di filiere della raccolta differenziata, la costruzione di una rete articolata di impianti di trattamento e smaltimento che permettano di chiudere il ciclo dei rifiuti. Roma si mostri finalmente all’altezza di quesa sfida europea.

Lorenzo Miracle – Gaetano Palombelli

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